Trading Sistematico o Discrezionale?

Nel mondo del trading si assiste continuamente a una vera e propria guerra di religione: trading sistematico o discrezionale?

Non c’è una ricetta giusta o sbagliata, dipende dalle attitudini del singolo soggetto. Personalmente la parte del lavoro che prediligo è quella dell’analisi e dello sviluppo, adoro passare ore davanti al pc a studiare e sviluppare nuovi concetti e nuove strategie. Seguire invece il mercato davanti al book e controllare le posizioni tick by tick lo trovo noiosissimo, mi sembra una perdita di tempo.

Ho sposato il mondo del trading sistematico per una serie di motivi e non tornerei mai indietro, ma ho visto trader discrezionali guadagnare grosse cifre stando davanti al monitor per ore…tanto di cappello.
La critica che il mondo “discrezionale” muove al mondo “sistematico” la si evince bene dal famoso libro degli anni ’90 di Paul Cootner.

La teoria del Random Walk

Paul Cootner nel suo libro di successo, “The Random Character of Stock Prices”, arriva a un cupo verdetto: i prezzi futuri non possono essere predetti; i prezzi passati non hanno attinenza alcuna con ciò che accadrà domani. Ciò è vero, sostiene lui, perché i mercati sono efficienti. Tutto ciò che c’è da sapere è già implicitamente riflesso e rappresentato dal prezzo attuale. La conclusione finale di questo autore, che ha avuto notevole successo, è che l’evolversi del prezzo di mercato è decorrelato dal passato, il prezzo del domani è influenzato da variabili del tutto casuali.

Ovviamente questa tesi non è accettabile per chi sviluppa trading systems, che si basano su ipotesi statistiche prese dal passato che possano funzionare nel futuro.

Ecco un esempio pratico ed elementare che smentisce Cootner e i suoi seguaci: se non ci fosse dipendenza sullo sviluppo del prezzo (prendiamo come riferimento un lungo periodo di tempo) e il mercato rispondesse alle stesse leggi del lancio della monetina, che non ha memoria, e io la lanciassi tutti i giorni della settimana, dal lunedi al venerdi, i risultati dovrebbero essere simili tutti i giorni.

Proviamo a fare la stessa cosa con il mercato azionario, prendendo come riferimento l’indice S&P 500, che ha il future sottostante più tradato al mondo, prendendo i dati da oggi a 20 anni indietro.

Ecco i risultati corrispondenti alla media del movimento giornaliero (Chiusura- Apertura):

Lunedi +0,2728
Martedi +0,6144
Mercoledi +0,14
Giovedi +0,55
Venerdi -0,11

Il mercato non è come lanciare una monetina

I risultati parlano da soli. Ci sono differenze abissali tra un giorno e un altro. I mercati non sono del tutto casuali. Analizziamo questi numeri: il venerdì è un giorno delicato per i mercati azionari, nel fine settimana le posizioni long tendono a chiudersi, e ciò favorisce una chiusura debole del mercato. Questi sono dei vantaggi statistici che, se gestiti correttamente, possono essere solide basi per costruire Trading Systems che durino nel tempo.

Ovviamente, tornando alla nostra tabella, non entrerei in posizione long il martedi solo perché è il giorno più bullish della settimana, avrei bisogno di ben altre caratteristiche; piuttosto, se dovessi pensare di aprire una posizione short, potrei usare questa tabella come filtro, evitando magari un’ operazione che potrebbe portarmi a una perdita.

Un insieme di vantaggi statistici creano un Pattern di entrata sul mercato; eccone un esempio (codice easylanguage), operativo sul future della soia.

If average(c,10) > average (c,10) [1]  //se il mercato è in trend rialzista
and Dayofweek (date of next bar) <> 5 //e domani non è venerdi
and open of next bar <= h //e l’apertura di domani è inferiore al massimo di oggi
then Buy next bar at open of next bar + range * 0.3 stop; //allora compra domani il mercato se comincia a salire

Una volta in posizione, il codice predispone regole di uscita:

– uno stop loss di protezione
– un profitto, generalmente legato al tempo trascorso sul mercato oppure al raggiungimento di un certo prezzo.

Lo sviluppo di più Pattern di entrata (sia long che short) può portare a una strategia di trading completa e strutturata.

Manteniamo tutto molto semplice

Si crede, erroneamente, che più il codice sia complesso più sia efficace (per la verità ciò avviene anche nel trading discrezionale). Ciò non corrisponde assolutamente a verità. Alcune ripetizioni che si verificano da anni sul mercato sono semplici e facili da codificare. Spesso avviene il contrario! Più il codice si complica, più vuol dire che abbiamo inserito regole e condizioni: ciò può tradursi in “overfitting” (o sovra-ottimizzazione che dir si voglia).

Conclusioni

Purtroppo nessuno conosce il futuro: un trading system può funzionare bene per un periodo, anche lungo, parliamo di anni! Poi le cose sul mercato cominciano a cambiare e il Trading System entra in sofferenza. Diffidate da chi vi promette sistemi infallibili, nessuno di noi conosce il futuro.

Di seguito un sistema sul Gold che ha funzionato bene per 4 anni poi è crollato…l’equity è quella delle operazioni in out of sample (post produzione). La verità è che le caratteristiche del gold sono cambiate nell’ultimo periodo.

Cosa fare?

Lo step “finale” che un trader sistematico deve avere nel proprio arsenale è un rigoroso controllo dell’equity line.

Il sistema deve essere in grado di ripetersi nel tempo mantenendo costanti le sue caratteristiche (avg per trade, %win , etc). E’ necessario saper uscire prima che sia troppo tardi. Ma questo sarà il tema del prossimo articolo.

Se apprezzate il nostro modo di lavorare e volete trascorrere un’intera giornata di laboratorio insieme a me e Giovanni Trombetta realizzando trading system in Easylanguage, potete iscrivervi all’ “Officina dei Trading System“, la cui prossima edizione si terrà a Milano domenica 26 gennaio 2020. E’ sufficiente scriverci ad info@gandalfproject.com per ottenere una quotazione personalizzata.

Buon trading a tutti!

Marco Cogliati 

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