Il sistema Sputnik

Spesso l’origine del nome di un sistema dice molto sulla sua storia e sul modo in cui sia stato concepito in origine. L’idea mi è venuta dopo aver letto un libro molto particolare di Murakami Haruki dal titolo “La ragazza dello Sputnik” e riferendomi direttamente al programma omonimo che ha previsto la messa in orbita dei primi satelliti artificiali senza equipaggio umano, già dalla seconda metà degli anni cinquanta. Tradotto dal russo il termine “sputnik” significa letteralmente “compagno di viaggio”.
Così quando, dopo ore di elaborazione, le mie macchine hanno partorito un algoritmo di intelligenza artificiale in grado di operare anche overnight sui future dell’Emini S&P500, nessun nome mi è sembrato più appropriato per un trading system di matrice genetica, sul quale pochi fossero gli interventi possibili una volta lanciato in orbita e generato decisamente senza l’intervento umano. La robustezza dell’architettura, al momento del lancio (febbraio 2015), era figlia di tutti i test che il rigido protocollo operativo prevedevano e che erano stati superati con successo. Tuttavia, proprio come una sonda lanciata nello spazio senza pilota, Sputnik era in grado di reagire ai prezzi sulla base di un modello che, se pur dinamico, non è detto sia eterno. Ad oggi viaggiamo ancora ben all’interno del nostro sistema solare, in un ambiente conosciuto, ma nulla è detto su ciò che potrà accadere quando, speriamo tra molti anni, il trading system dovrà misurarsi con aree non modellizzate così precisamente.

E’ possibile leggere le macro caratteristiche di ogni sistema scaricando il “Trading System DataSheet”, dove sono riassunti gli elementi salienti legati allo sviluppatore e alla tecnica di sviluppo, la tenuta nel tempo (periodi certificati in sample ed out of sample) e l’esatto ammontare dei costi fissi.

Subito sotto ogni sistema è invece possibile scaricare e visionare il performance report ossia l’insieme di tutte le metriche di sistema, esportate da Tradestation (versione xls o mht) o Multicharts (versione xls).

Il sistema Sputnik opera in modo monodirezionale al rialzo sul grafico a 1380 minuti dell’index future dell’S&P500, assecondando un bias rialzista di lungo termine, proprio dei mercati azionari. Il setup genetico di ingresso garantisce una tempestività fuori dal comune, uno dei pregi di questo sistema, insieme allo scarsissimo “time at market” (14%) che può essere tradotto come “tempo a rischio”.

La curva di equity ad un contratto, considerando costi fissi di 5 $ di commissione e 12.5 $ di slippage per operazione round turn, è quella di figura, piuttosto regolare e che proprio in queste ultime sedute ha fatto registrare un nuovo massimo. Una grandezza da controllare costantemente nella progressione dei guadagni è proprio l’average delay between peaks, ossia la media dei ritardi (in termini di barre) tra un massimo di equity ed il successivo.

Anche il profilo dell’equity temporale fa apprezzare la regolarità di cui parlavamo.

Per stimare la capienza di assorbimento dei costi fissi “supplementari”, diamo uno sguardo alle metriche ed in particolare all’average trade.

In questo caso parliamo di oltre 230 $ per contratto (ripeto avendo già stornato la media dei costi fissi calcolato con il trading reale), valore che ci rassicura sulla tenuta del nostro “conto economico”. E’ evidente che, come per qualsiasi sistema di trading, che sia genetico e non, diventa fondamentale il controllo a finestra scorrevole di tale grandezza, per comprendere cosa stia accdendo alla dinamica dei guadagni. Quando e se il nostro Sputnik attraverserà, per così dire, aree ostili di prezzo, ci aspettiamo una brusca o graduale riduzione di tale grandezza.

Il Profit Factor di 2.21 testimonia una particolare efficienza nella differenza tra Gross Profit e Gross Loss ed il confort psicologico è garantito dal binomio “percentuale di trade vincenti” di oltre il 60% e “rapporto rendimento su rischio” di 1.32.

Tuttavia l’elemento più importante rimane il rischio, caratterizzato metricamente dal massimo draw down, la massima ricorrezione storica che si attesta sui -6700 $ a contratto.

Altro elemento da considerare è il guadagno atteso su base annuale per contratto del sistema Sputnik, sempre positivo in out of sample fino ad ora.

Il sistema in media fa una trentina di trade all’anno e la probabilità di successo sembra essere legata alla pecentuale di trade vincenti.

Buon trading!

Giovanni Trombetta

Head of Reserch and Development
Gandalf Project

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