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Analisi Statistica del Gold Future (Oro)

I futures sull’oro sono contratti finanziari che consentono ad acquirenti e venditori di concordare un prezzo per una quantità specifica di oro da consegnare in una data futura. Questi contratti sono standardizzati e negoziati su borse merci, come il COMEX (Commodity Exchange) negli Stati Uniti o il MCX (Multi Commodity Exchange) in India.

I futures sull’oro servono a diversi scopi, tra cui:

  1. Copertura: I partecipanti al mercato, come produttori di oro, gioiellieri e banche centrali, utilizzano i futures sull’oro per coprirsi dalle fluttuazioni del prezzo dell’oro. Bloccando un prezzo specifico per una consegna futura, queste entità possono mitigare il rischio di movimenti avversi dei prezzi.
  2. Speculazione: Gli investitori e i trader speculano sul prezzo futuro dell’oro acquistando e vendendo contratti futures sull’oro. L’obiettivo è trarre profitto dai movimenti dei prezzi senza dover effettivamente prendere in consegna la materia prima fisica.
  3. Definizione del prezzo: La negoziazione dei futures sull’oro contribuisce a determinare il prezzo globale dell’oro, riflettendo le aspettative del mercato riguardo all’offerta, alla domanda e ad altri fattori.

L’oro può essere utilizzato come strumento di copertura (hedging) per proteggersi dalle fluttuazioni dei mercati azionari in quanto spesso presenta una correlazione negativa o bassa con le azioni. Ciò significa che quando i prezzi delle azioni diminuiscono, il prezzo dell’oro può aumentare o rimanere stabile, offrendo una protezione al portafoglio di investimenti.

Parlando di Copertura (Hedging), l’oro può aiutare anche a coprirsi in parte dai rischi dei mercati azionari. In estrema sintesi ciò può essere attuato in diversi modi:

  1. Diversificazione del portafoglio: L’oro può essere aggiunto a un portafoglio di investimenti per diversificare gli asset e ridurre il rischio complessivo. Poiché l’oro tende a muoversi in modo indipendente o inversamente rispetto alle azioni (* correlazione dinamica e pericolosa), può compensare le perdite su altri investimenti durante periodi di volatilità o ribasso dei mercati azionari.
  2. Protezione contro l’inflazione: L’oro è spesso considerato un’ancora contro l’inflazione, poiché il suo valore tende a mantenere o aumentare il potere d’acquisto nel tempo. Durante periodi di alta inflazione, i rendimenti reali delle azioni possono essere erosi, mentre l’oro può fornire una copertura proteggendo il valore del portafoglio.
  3. Rifugio sicuro: In tempi di incertezza economica o politica, l’oro è considerato un rifugio sicuro per gli investitori. In queste situazioni, gli investitori tendono a spostare i loro capitali dall’azionario e altri investimenti più rischiosi verso l’oro, sostenendone il valore.
  4. Copertura tramite derivati: Gli investitori possono utilizzare strumenti finanziari derivati, come i contratti futures sull’oro o le opzioni, per proteggere il valore del loro portafoglio azionario. Ad esempio, se un investitore si aspetta che il mercato azionario subisca una correzione, può acquistare contratti futures sull’oro o opzioni call sull’oro, che aumenteranno di valore se il prezzo dell’oro sale, compensando così le potenziali perdite sulle azioni.

Tuttavia, è importante notare che l’oro non è sempre un perfetto strumento di copertura e potrebbe non fornire la protezione desiderata in ogni circostanza. La correlazione tra l’oro e le azioni può variare nel tempo (anche in modo considerevole) e dipendere da fattori specifici del mercato. Pertanto, è fondamentale monitorare attentamente le dinamiche del mercato e valutare periodicamente la strategia di copertura.

I contratti futures sull’oro hanno specifiche standard, tra cui:

  1. Dimensione del contratto: Un contratto standard sui futures dell’oro rappresenta tipicamente 100 once troy d’oro. Tuttavia, sono disponibili anche contratti più piccoli, come il contratto E-micro sui futures dell’oro (10 once troy).
  2. Prezzo di quotazione: I prezzi dei futures sull’oro sono quotati in dollari statunitensi per oncia troy.
  3. Mesi di negoziazione: I contratti futures sull’oro hanno diversi mesi di consegna disponibili per la negoziazione durante l’anno, consentendo ai partecipanti al mercato di scegliere il contratto più adatto alle loro esigenze.
  4. Scadenza e consegna: I contratti futures sull’oro scadono prima del mese di consegna. Alla scadenza, il venditore deve consegnare l’oro a un deposito approvato, oppure il contratto può essere liquidato in contanti, a seconda delle condizioni stabilite dalla borsa.
  5. Margine iniziale e di mantenimento: Poiché la negoziazione dei futures comporta l’uso della leva finanziaria, gli investitori devono depositare un margine iniziale per aprire una posizione e mantenere un margine di mantenimento per tenerla aperta. Il margine è un deposito di garanzia che protegge entrambe le parti da eventuali inadempienze.
  6. Liquidità: I contratti Gold Future sono generalmente liquidi, il che significa che vi è un alto volume di scambi e la possibilità di entrare e uscire rapidamente dalle posizioni.
  7. Prezzo di regolamento: Il prezzo di regolamento è il prezzo ufficiale utilizzato per determinare il valore di un contratto alla fine di ogni giornata di trading. Viene calcolato sulla base delle transazioni effettuate durante la giornata e influisce sul margine e sul valore del conto dei partecipanti al mercato.

Cosa significa 100 once troy?

Si tratta di una unità di misura utilizzata per quantificare la massa di metalli preziosi come l’oro, l’argento e il platino. L’oncia troy è un’unità di misura più vecchia e tradizionale rispetto all’oncia avoirdupois, che è comunemente usata per pesare oggetti e cibi. Un’oncia troy equivale a 31,1035 grammi, mentre un’oncia avoirdupois equivale a 28,3495 grammi. Pertanto, 100 once troy di oro corrispondono a 3.110,35 grammi (100 x 31,1035).

Gli investitori e i trader possono acquistare o vendere futures sull’oro attraverso un conto di intermediazione con accesso alla rispettiva borsa merci. È importante notare che la negoziazione dei futures comporta l’uso della leva finanziaria, che può amplificare sia i guadagni che le perdite. Pertanto, è fondamentale comprendere i rischi associati alla negoziazione dei futures sull’oro prima di partecipare a questo mercato.

Di seguito la Scheda Tecnica del CME con tutti i dettagli.

Proponiamo di seguito una collezione di tavole statistiche prodotte in Python con codice open source fornito a tutti gli studenti della Python Academy.

Iniziamo l’analisi statistica dall’ “Activity Factor”, ossia l’istogramma normalizzato della media dei volumi di scambio, per ciascuna ora di contrattazione in intraday, campionati su tre periodi temporali:

Periodo Totale (“All Data Cycle”): dal 1 gennaio 2007 fino alla data più recente di estrazione.
Periodo Intermedio (“Mid Data Cycle”): dal 1 gennaio 2015 fino alla data più recente di estrazione.
Periodo Recente (“Short Data Cycle”): dal 1 gennaio 2021 fino alla data più recente di estrazione.

Possiamo riconoscere diverse aree di attività: il massimo dei volumi si concentra tra le 9 e le 14 (EST, orario americano della costa orientale). Media attività tra le 3 e le 8, tra le 15 e le 16 e tra le 21 e le 23. Scarsa liquidità in tutti gli altri orari (si tenga conto del blocco delle contrattazioni tra le 18 e le 19). Si noti la congruenza tra tutti e tre i periodi di osservazione.

Operare nelle ore di maggiore liquidità offre diversi vantaggi in termini di costi di transazione, velocità di esecuzione, impatto sul mercato, rischio di slippage e opportunità di trading:

  1. Spread ridotti: Durante le ore di maggiore liquidità, la differenza tra i prezzi di acquisto (ask) e di vendita (bid) tende ad essere più stretta. Questo significa che gli spread sono ridotti, il che può ridurre i costi di transazione e migliorare la redditività delle operazioni.
  2. Maggiore velocità di esecuzione: Con più partecipanti al mercato che negoziano attivamente, le operazioni vengono eseguite più rapidamente. Ciò è particolarmente importante per gli operatori in intraday, in quanto potrebbero voler entrare e uscire rapidamente dalle posizioni per sfruttare le opportunità di mercato a breve termine.
  3. Minor impatto sul mercato: Durante le ore di maggiore liquidità, le singole operazioni hanno un impatto minore sul prezzo del contratto future. Questo è vantaggioso per gli operatori in intraday, in quanto riduce il rischio di muovere involontariamente il mercato con le proprie operazioni.
  4. Minore slippage: Il rischio di slippage, ovvero la differenza tra il prezzo desiderato e il prezzo effettivo al quale viene eseguita un’operazione, è ridotto nelle ore di maggiore liquidità. Questo è dovuto alla maggiore profondità del mercato e alla maggiore disponibilità di ordini limit e market.
  5. Maggiore opportunità di trading: Con più partecipanti al mercato e maggiore attività, le opportunità di trading, come i breakout e le inversioni di trend, possono potenzialmente verificarsi più frequentemente.

Di seguito l’istogramma normalizzato della media delle variazioni di prezzo su base oraria (calcolato sui medesimi tre periodi di osservazione).

Possiamo osservare diverse aree tendenziali: un’area ribassista dalle 3 di notte alle 10 di mattina (con una leggera controfase di medio e breve termine alle 9), un’area di tendenza rialzista dalle 11 alle 17 (discordi alle 13 solo su base medio e breve termine), infine area lateral rialzista dalle 20 alle 23.

A seguire lo stesso grafico precedente non normalizzato, che permette di cogliere la differenza di volatilità media nei tre intervalli di osservazione. In particolare possiamo osservare la maggiore attività presente negli ultimi due anni (dal 2021, linea “lime”).

Interessante osservare la varianza delle osservazioni su ciascun intervallo. Tale grafico può essere letto associando maggiore varianza a minore affidabilità e viceversa.

Ma una tendenza deve sempre essere confermata anche su base statistica (il numero delle occorrenze sulle occorrenze totali). A tale scopo visioniamo la tavola “heatmap” a seguire:

Sulle ordinate (asse verticale y) possiamo vedere le fasce orarie, mentre sull’asse delle ascisse (asse orizzontale x) abbiamo rappresentato quattro zone, le prime tre relative ai tre intervalli di analisi (periodo totale “Long”, periodo intermedio “Mid” e periodo recente “Short”), l’ultima come combinazione lineare “pesata” delle numeriche presenti nei tre intervalli di base (pesando proporzionalmente alla durata dei singoli periodi). I valori rappresentano la percentuale di volte che quella specifica fascia oraria abbia mostrato la tendenza dominante, positiva o negativa che sia.

Quello che si evince è una certa persistenza dei risultati nella fascia oraria tra le 2 e le 7 e tra le 10 e le 13.

Dopo aver terminato l’analisi intraday possiamo adesso concentrarsi sull’analisi statistica dei campioni daily (diminuendo il numero di campioni anche la significatività diminuisce).
Differenziamo l’aggregato dei campioni intraday (intra-sessione) e di quelli overnight (inter-sessione) ottenendo l’istogramma che è possibile osservare nella figura seguente.

Possiamo cogliere una tendenza positiva piuttosto decisa il venerdì (che ha una significatività del 56.45% in intraday e del 56.94% in overnight), una negativa il lunedì (qui la significatività è debole, di solo del 50.35% in intraday e del 51.05% in overnight) e nuovamente positiva il mercoledì (che ha una significatività del 52.34% in intraday e del 52.22% in overnight). Questa informazione può essere sfruttata per creare dei filtri operativi in fase di progettazione di un trading system, ma sconsigliamo di utilizzare questa informazione come setup di ingresso a se stante.

Passiamo dunque alla cosiddetta “Seasonality” calcolata come tendenza media giornaliera, anno su anno (sull’asse x possiamo osservare il 2016 come esempio di anno bisestile che presenti quindi anche il 29 febbraio, ma quello che vediamo è l’andamento medio calcolato su tutti gli anni di storico). Dato che lo storico utilizzato parte poco dopo l’inizio del mercato elettronico (nel caso specifico da gennaio 2007 ad oggi), stiamo parlando di 17 anni totali.
Sull’oro notiamo un bias positivo molto vigoroso da inizio gennaio a fine febbraio, uno negativo da fine febbraio alla fine della seconda decade di marzo, una zona più erratica dalla terza decade di marzo fino ad inizio giugno, poi ancora un trend ascendente che dura quasi tutta l’estate fine ad inizio settembre, trend erratico discendente fino al completamento della seconda decade di dicembre ed uptrend nell’ultima parte dell’anno.

Se aggreghiamo tutti i gap giornalieri e i weekend su base giornaliera otterremmo la curva presentata nella prossima figura. La tendenza evidenziata non deve ingannare: per operare in accordo con tale curva dovremmo scontare i costi operativi e le non idealità legate al fatto di aver utilizzato una base dati “continuous”. Rimane un’informazione interessante da approfondire in analisi di secondo livello, che considerino la sostenibilità della strategia.

Possiamo sintetizzare quanto detto con un istogramma onnicomprensivo: in blue la “daily seasonality”, in rosso la “intraday seasonality” ed in verde la “gap seasonality”.

Infine possiamo visionare la tavola relativa alla tendenza dei giorni del mese. L’istogramma rappresenta la coppia intraday-overnight associata a ciascun giorno del mese, mentre la linea verde rappresenta la tendenza: le aree in verde chiaro e grassetto sono quelle dove la tendenza ha una buona persistenza.

Evidente una tendenza positiva all’inizio del mese che perdura per tutta la prima decade, down trend dall’11 al 15, poi nuovamente uptrend fino al 25 e conseguente downtrend fino a fine mese.

Quello che abbiamo presentato è solo una piccola parte delle tavole che produciamo ogni qual volta procediamo allo studio di un asset finanziario. 

Ora, come possiamo sfruttare tali informazioni? 

Ad esempio possiamo costruire o armonizzare un sistema di trading, di investing o di hedging, che abbia l’oro come sottostante. Ma questo è argomento di uno dei prossimi articoli.

Quello che abbiamo visto non è frutto di tool ad abbonamento, ma è solo parte di quello che viene studiato e codificato in python in modalità open source, applicato a decine di strumenti finanziari, all’interno modulo 3 della Python Academy. Il valore di tutto ciò, non è tanto nelle tavole grafiche, che potete utilizzare anche voi che state leggendo questo articolo per i vostri scopi, ma nella capacità di realizzare in piena autonomia questi ed altri studi, con la potenza del codice Python. Tale linguaggio, oggi sempre di più, sta rimpiazzando i meta-linguaggi e le piattaforme commerciali, sia in ambito professional che retail ed è requisito imprescindibile anche nei colloqui di lavoro in ambito quantitativo. Se desideriamo apportare delle modifiche, delle aggiunte o semplicemente cambiare la veste grafica dei nostri output, è tutto a portata di mano ed il limite è soltanto la nostra fantasia.

Giovanni Trombetta

Founder – Head of R&D 
Gandalf Project

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