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Equities · S&P 500 · Volatility Forecast

Previsioni di volatilità settimanale su S&P 500

Settimana del 7–11 settembre 2026 · Confronto tra le elaborazioni del 30 agosto e del 6 settembre 2026

Il Gandalf Volatility Forecaster segnala un moderato raffreddamento della volatilità prevista: sui 98 titoli presenti in entrambe le rilevazioni, la quota nelle classi alta e molto alta scende dal 54,1% al 49,0%.

L’analisi rappresenta un’estrazione dei 100 titoli a maggiore capitalizzazione dell’S&P 500. I risultati descrivono questo campione selezionato e non la totalità dei componenti dell’indice.

Il modello assegna a ciascun titolo la classe di volatilità più probabile su una scala da 0 a 4: molto bassa, bassa, normale, alta e molto alta. La percentuale nelle heatmap misura la confidenza relativa della classificazione scelta, non la probabilità di rialzo o ribasso del prezzo.

Contesto generale: normalizzazione graduale

Sull’intero campione, le classi 3–4 passano da 54 a 48 titoli. La classe 3 diminuisce da 31 a 23, mentre la classe 4 cresce da 23 a 25. La fascia bassa sale da 28 a 35 titoli; compaiono inoltre due titoli in classe 0. Il movimento descrive una minore diffusione della pressione, ma non la scomparsa dei nuclei di volatilità molto alta.

ClasseDefinizione30 agosto6 settembre
0Molto bassa0%2%
1Bassa28%35%
2Normale18%15%
3Alta31%23%
4Molto alta23%25%

Distribuzione dei titoli per classe

Arancione indica la rilevazione precedente; verde quella corrente.

Heatmap del 30 agosto 2026

Previsione elaborata il 30 agosto 2026.

Heatmap del 6 settembre 2026

Previsione elaborata il 6 settembre 2026.

Dinamiche settoriali

Health Care e Industrials guidano la distensione

Nell’Health Care, su 14 titoli comparabili, la quota nelle classi 3–4 scende dal 50,0% al 28,6% e la classe media da 2,36 a 1,93. ABBV passa dalla classe 3 alla 1; TMO e Vertex scendono dalla 3 alla 2. Negli Industrials, la quota elevata arretra dal 63,6% al 36,4%, con GE, Parker-Hannifin e Deere fuori dalle classi alte.

Financials: profilo prevalentemente basso

Tra i 15 finanziari comparabili, la classe media scende da 1,40 a 1,00. Citigroup arretra dalla classe 3 alla 1, mentre Visa e Mastercard entrano in classe 0. S&P Global è l’eccezione, salendo dalla classe 2 alla 3.

Tecnologia: concentrazione ancora estrema

L’Information Technology si muove in controtendenza: il 96,6% dei 29 titoli comparabili resta nelle classi 3–4, contro il 93,1% precedente. Cisco compie il maggiore salto, dalla classe 2 alla 4, mentre APH sale dalla 3 alla 4. Semiconduttori, infrastruttura digitale e cybersecurity continuano quindi a concentrare i segnali più intensi.

Altri settori: stabilità con minore pressione probabilistica

Communication Services mantiene il 37,5% nelle classi 3–4, ma registra un calo medio della probabilità aggregata delle fasce alte. Consumer Discretionary ed Energy restano stabili nella distribuzione; nei Consumer Staples soltanto un titolo su sei si colloca ancora nelle fasce elevate.

Le variazioni più significative

  • ABBV: classe 3 → 1, confidenza corrente 28,6%.
  • Citigroup: classe 3 → 1, confidenza corrente 32,0%.
  • Cisco: classe 2 → 4, confidenza corrente 24,2%; segnale da interpretare con cautela data la confidenza contenuta.

Gli ingressi nelle classi 3–4 sono Cisco e S&P Global; ne escono ABBV, Citigroup, GE, Parker-Hannifin, TMO, Vertex e Deere. La composizione cambia marginalmente: CVS e Medtronic entrano nel campione corrente, mentre Fortinet e Stryker erano presenti soltanto nella rilevazione precedente.

Indicazioni per la gestione del rischio

Il quadro suggerisce una pressione aggregata meno diffusa, ma una polarizzazione ancora marcata. La tecnologia richiede monitoraggio stretto, mentre la distensione di Health Care, Industrials e Financials amplia la parte difensiva del campione. Le previsioni vanno integrate con liquidità, correlazioni, orizzonte e dimensionamento delle posizioni.

Buona settimana
Gandalf Project R&D Team

Avvertenza importante — Non è consulenza finanziaria

Le informazioni sono fornite esclusivamente a scopo educativo e informativo. Non costituiscono una raccomandazione di investimento né un’offerta di acquisto o vendita di strumenti finanziari. Gli investitori devono svolgere valutazioni autonome e, se necessario, consultare un consulente qualificato.

Equities · S&P 500 · Volatility Forecast

Weekly Volatility Forecast for the S&P 500

Week of September 7–11, 2026 · Comparison between the August 30 and September 6, 2026 model runs

The Gandalf Volatility Forecaster points to a moderate easing in expected volatility: among the 98 stocks present in both runs, the share in the high and very-high classes falls from 54.1% to 49.0%.

The analysis is based on a selection of the 100 largest S&P 500 constituents by market capitalisation. The results describe this selected sample rather than the index’s full constituent universe.

The model assigns each stock its most likely volatility class on a scale from 0 to 4: very low, low, normal, high and very high. Heatmap percentages measure relative confidence in the selected classification, not the probability of a price rise or fall.

General context: gradual normalisation

Across the full sample, classes 3–4 fall from 54 to 48 stocks. Class 3 declines from 31 to 23, while class 4 increases from 23 to 25. The low class expands from 28 to 35 stocks and two names enter class 0. Pressure is becoming less widespread, although very-high-volatility pockets remain intact.

ClassDefinitionAugust 30September 6
0Very low0%2%
1Low28%35%
2Normal18%15%
3High31%23%
4Very high23%25%

Distribution of stocks by class

Orange represents the previous run and green the current run.

Volatility heatmap dated August 30, 2026

Forecast generated on August 30, 2026.

Volatility heatmap dated September 6, 2026

Forecast generated on September 6, 2026.

Sector dynamics

Health Care and Industrials lead the easing

Among 14 comparable Health Care stocks, the upper-band share drops from 50.0% to 28.6% and the average class from 2.36 to 1.93. ABBV moves from class 3 to 1; TMO and Vertex move from 3 to 2. Among Industrials, the upper-band share retreats from 63.6% to 36.4%, with GE, Parker-Hannifin and Deere leaving the high classes.

Financials: a predominantly low profile

Among 15 comparable Financials, the average class declines from 1.40 to 1.00. Citigroup falls from class 3 to 1, while Visa and Mastercard enter class 0. S&P Global is the exception, rising from class 2 to 3.

Technology: concentration remains extreme

Information Technology moves against the broader trend: 96.6% of its 29 comparable stocks are in classes 3–4, up from 93.1%. Cisco records the largest jump, from class 2 to 4, while APH rises from 3 to 4. Semiconductors, digital infrastructure and cybersecurity therefore continue to concentrate the strongest signals.

Other sectors: stable distribution, lower probability pressure

Communication Services retains a 37.5% upper-band share but records a lower average probability assigned to high classes. Consumer Discretionary and Energy remain stable by distribution; among Consumer Staples, only one of six stocks remains in the upper bands.

Most significant changes

  • ABBV: class 3 → 1; current confidence 28.6%.
  • Citigroup: class 3 → 1; current confidence 32.0%.
  • Cisco: class 2 → 4; current confidence 24.2%, so the signal warrants caution.

Cisco and S&P Global enter classes 3–4; ABBV, Citigroup, GE, Parker-Hannifin, TMO, Vertex and Deere leave them. The sample composition changes marginally: CVS and Medtronic enter the current run, while Fortinet and Stryker appeared only in the previous run.

Risk-management implications

The picture suggests less widespread aggregate pressure but continued polarisation. Technology warrants close monitoring, while the easing in Health Care, Industrials and Financials broadens the sample’s defensive component. Forecasts should be considered together with liquidity, correlations, investment horizon and position sizing.

Have a good week
Gandalf Project R&D Team

Important notice — Not financial advice

This report is provided solely for educational and informational purposes. It is not an investment recommendation or an offer to buy or sell financial instruments. Investors should conduct their own assessments and, where appropriate, consult a qualified financial adviser.

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