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Quando staccare un Trading System (La potenza è nulla senza controllo…)

Sono trascorsi ormai due anni dall’ultima edizione della giornata “Sistemi di Controllo sull’Equity Line“. In questi due anni abbiamo ultimato una lunga sperimentazione che ci ha portato ad adottare nuove modalità di attivazione e disattivazione dei nostri trading system. 

La questione è sempre stata molto dibattuta e controversa, tra chi riteneva fosse penalizzante fermare un sistema prima del suo crash fisiologico e chi, faccio parte della famiglia, riteneva fosse fondamentale avere un sistema repentino e affidabile di blocco del proprio trading prima di fare danni irreparabili. In effetti la questione non sta nemmeno esattamente in questi termini, dal momento che, anche coloro che diffidano dai sistemi di controllo in genere, si trovano in effetti a inibire i singoli trading system sulla base del massimo draw down storico raggiunto, oppure di una più conservativa Montecarlo Analysis.

La nostra scelta sul campo, applicata a decine di sistemi che operano sui future, ma anche su azioni e valute, è stata quella di coniugare i classici sistemi di controllo orizzontali e verticali (tempo varianti e denaro varianti), che rappresentavano l’ossatura della vecchia edizione del corso, con algoritmi che intervengono su base statistica, analizzando il flusso continuo di alcune metriche di verifica delle prestazioni attuali rispetto a quelle storiche.

Fig.1: Alcuni dei sistemi grafici di controllo, programmati in EasyLanguage, presentati nella prima edizione del Corso “Sistemi di Controllo sull’Equity Line”.

Il bacino di combinazioni si è decisamente arricchito, permettendoci di coniare delle coppie o delle triplette di controllo estremamente modulari ed efficaci. Ovviamente il ricorso a questo o a quell’indicatore dipende dalla natura del sistema (reversal, trend following o di breakout).

In figura 2 possiamo osservare un sistema di controllo applicato al Dax Future sessione giornaliera.

Fig.2: Modulo grafico di controllo sulla base dell’andamento dinamico del Percent Profitable.

Nella porzione superiore del grafico possiamo osservare il susseguirsi delle operazioni sul future dell’indice tedesco. Nella zona mediana vediamo invece due curve: una prima, colorata di rosso e di verde è l’equity line “pura”, quindi senza alcuna inibizione, mentre la seconda (colorata in grigio ed in giallo) è l’equity line ottenuta a fronte dell’inibizione della prima nelle zone rosse. Ovviamente tiene conto del fatto che dobbiamo contabilizzare la prima operazione negativa che porta il nostro sistema ad essere inibito dall’algoritmo di controllo e che non dobbiamo considerare la prima operazione positiva che ci riporti nell’area di riattivazione. Quello che accade in oltre il 90% dei casi, è che perdiamo una certa percentuale dei profitti totali (premio di assicurazione) a frontre di un minor draw down massimo e medio e di un minor Time at Market.

Nella terza ed ultima area (quella inferiore) possiamo invece apprezzare l’andamento della percentuale dei trade vincenti a finestra scorrevole, che testimonia la sua natura anticipatrice sulle sorti dell’equity line. Infatti, quando il valore dinamico di tale variabile si abbassa sotto ad un livello sensibile di soglia, tipicamente si inizia ad andare in laterale con le performance se non a perdere denaro. 

Fig.3: Triplo modulo di controllo applicato ad un sistema su TY, future sui TNotes decennali USA.

Diventa a questo punto fondamentale comprendere come interoperino i singoli moduli di controllo. A questo scopo abbiamo reso maggiormente fruibile il sistema di controllo grafico, mediante una nuova rappresentazione più esplicita ed utilizzabile direttamente durante il trading reale e non soltanto per il backtest.

Giovanni Trombetta

Head of Research & Development
Gandalf Project

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