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Tuesday, November 21, 2017
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Un’assicurazione da professionisti: Sistemi di Controllo sull’Equity

Chi opera sui mercati da professionista sa che deve tenere in maggior conto la gestione del rischio rispetto al profitto atteso. E questo vale in generale, sia che si stia parlando di operatività in azioni, che in future od opzioni. Quando poi prendiamo in considerazione la gestione di portafogli, il concetto assume ancora maggiore importanza.

Supponiamo di avere un buon numero di sistemi di trading che riteniamo affidabili. Dopo aver selezionato quelli più decorrelati tra di loro, scartando quelli con delle performance non omogenee, apparentemente sembrerebbe che il nostro lavoro sia terminato. Ma non è così. Rimane infatti aperta una serie di quesiti fondamentali che hanno tormentato le notti di ogni buon progettista di sistemi che si rispetti.

  • Come capire quando un sistema ha smesso di funzionare e andrebbe spento?
  • Come capire quando un sistema ha ripreso ad essere sincrono con il mercato e andrebbe quindi riagganciato?

Bene, per dare risposta a queste domande abbiamo sviluppato negli anni alcuni algoritmi affidabili che consentano di inibire o riaccendere un sistema di trading sotto opportune ipotesi. Sia che si stia parlando di un sistema discrezionale, sia che si utilizzi un trading system meccanico, le ipotesi di lavoro rimangono le medesime. E’ importante comprendere, infatti, come le modalità di inibizione ed eventuale riaccensione rimangano completamente meccaniche.

In sintesi possiamo controllare l’equity line di un sistema (la dinamica dei guadagni) sulla base di alcuni elementi tecnici che possono essere racchiusi in 5 macro classi:

  1. Controllo Statico del Sistema mediante Analisi dei Draw Down.
  2. Controllo mediante Net Profit ed Average Trade a finestra scorrevole.
  3. Analisi tecnica applicata all'Equity: medie mobili, bollinger bands e indicatori di controllo dinamico.
  4. Sistemi basati sul recupero della Exit Area.
  5. Controllo sul Delay Between Peaks.

Esiste poi la possibilità di controllare i nostri sistemi sulla base di ulteriori criteri di matrice statistica e questo nuovo tipo di controllo costituisce l’attuale stato dell’arte.

Tutti i tipi di controllo di cui abbiamo parlato sono applicabili sia ad una equity temporizzata (andamento dei nostri profitti nel tempo, visionando anche le fasi in cui ogni trade sia aperto) sia ad una equity “close to close” (ottenuta unendo le performance di tutte le operazioni chiuse). Ovviamente l’applicazione di ogni tipo di controllo avrà degli effetti desiderati o meno per ciascuna tipologia di curva da controllare.

Come tutte le assicurazioni si paga un premio sul profitto totale e in cambio i sistemi di controllo dell’equity aggiungono protezione dal rischio di rovina.

Ma vediamo qualche esempio di controllo sul portafoglio Gandalf USA (stiamo parlando di un portafoglio di 59 trading system applicati a 37 azioni americane a media e grande capitalizzazione): di seguito l’inibizione di un sistema long sul titolo ADI (Analog Devices Inc.), che è scattato per inattività.

Fig.1: Inibizione “orizzontale” di un sistema long su ADI.

Nella parte superiore possiamo vedere il grafico a barre del titolo con i segnali di compravendita, mentre in basso vediamo la curva dei profitti che passa da verde a rossa nel momento dell’inibizione del sistema. Dopo un determinato periodo di tempo che un sistema non guadagna, deve essere inibito, a prescindere dal fatto che stia perdendo denaro o che stia semplicemente pagando le commissioni al nostro broker. E’ una linea di business che non produce e va fermata. La cosa fondamentale è definire in maniera coerente ed affidabile il periodo entro il quale attivare l’inibizione.

Di seguito un secondo esempio su un pattern long su T (AT&T Inc.). Questa volta l’inibizione avviene a causa di una performance negativa nel breve termine che porta a superare una soglia negativa dinamica preimpostata.

Fig.2: Inibizione “verticale” di un sistema long su AT&T Inc.

In generale un sistema di inibizione applicata sull’equity line non dovrebbe “rovinare” le fasi in cui il trading system performi bene e mostri profili crescenti, mentre dovrebbe spegnere il sistema e limitare i danni nelle fasi laterali o negative.

Un sistema sincrono con il mercato sul quale operi non deve avere interventi di sorta.

 

Fig.3: Esempio di sistema performante su INTC che non necessita di interventi da parte del controllore dell’equity.

Per approfondire questi argomenti stiamo preparando un corso online che si terrà sabato 24 gennaio. Per conoscere il programma e tutti i dettagli clicca qui.  

Una occasione importante per apprendere tutte le tecniche di controllo dell’equity che negli anni abbiamo ritenuto più affidabili e che applichiamo regolarmente sul portafoglio Gandalf USA.

Buon Trading

Giovanni Trombetta

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